I difensori dei deboli
È la fine del cinque per mille così come lo conosciamo. Di fatto, la trasformazione della donazione volontaria via dichiarazione dei redditi, che l’anno scorso è stata scelta da 16 milioni di contribuenti, in uno stanziamento molto ridotto che lo Stato distribuirà tra le organizzazioni non profit, ospedali, centri di ricerca ed enti culturali. La voce girava già da qualche tempo negli ambienti del volontariato e la conferma è arrivata ieri mattina con il libretto che riunisce gli emendamenti alla Finanziaria 2008. Per la precisione all’ultima riga di pagina 85.
La proposta di modifica presentata in Senato, firmata dal governo, reintroduce nella manovra la possibilità di destinare «una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito» a organizzazioni non lucrative dalle finalità sociali, enti di ricerca e università. Ma poi, all’ultimo comma, sancisce che per questa finalità la spesa autorizzata è limitata a un «massimo di 100 milioni di euro per l’anno 2009».
Questo significa che se gli italiani decideranno di destinare, come l’anno scorso, una cifra complessiva intorno ai 330 milioni, lo Stato se ne terrà 230. Una presa in giro.
Eccoli qui i “difensori dei deboli”, la “solidarietà sociale” (c’è addirittura un ministero!), lo “sviluppo” e la “ricerca”.
E alle prossime elezioni ci sarà di nuovo qualche milione di “coglioni” che li vota… Mi auguro che tutti questi abbiano un bisogno disperato di una delle tante associazioni che chiuderanno i battenti grazie ai nazisti di sinistra. Andate a chiedere aiuto al ministro per la “solidarietà sociale”, poi…




