Veon’s Orchard

Finalmente! :-)

27 marzo 2007

LA FORZA DEL DISORDINE
di Eleonora Barbieri – ilGiornale.it – martedì 13 marzo 2007, 07:00

Il disordine funziona, l’ordine no. È la retromarcia degli esperti: l’organizzazione perfetta costa troppa fatica e i benefici non compensano gli sforzi. Energie spese per risistemare il cassetto che straripa, i documenti che si impilano sulla scrivania, gli appunti diventati inutili, i fogli di giornale ingialliti. Minuti preziosi, concentrazione e una volontà di ferro per tener fede all’ideale dell’ordine, mai messo in dubbio, mentre la realtà potrebbe funzionare al contrario: un’organizzazione minuziosa porterebbe soltanto maggiori problemi. Tanto che il settimanale Newsweek ha lanciato l’allarme sui «pericoli dell’ordine»: troppa rigidità, scarsa flessibilità di fronte ai cambiamenti, nello spazio limitato del posto di lavoro e nel campo aperto della politica internazionale.

Cosa dice la scienza

Non è questione di moda, ma di scienza: il cervello ha bisogno di confusione per dare il meglio. Lawrence Ward, cognitivista dell’università della British Columbia, nel suo laboratorio ha verificato come le persone riescano a riconoscere meglio e associare immagini e suoni quando sono distratte da un rumore di fondo. Il caos funziona anche su scala planetaria: un paese come Israele – spiega la rivista americana – riesce a sopravvivere anche grazie allo scetticismo dei governanti nei confronti di ogni pianificazione strategica in politica estera. Uno stile incoerente, che conta più sulla reazione e sull’improvvisazione che su uno schema a lungo termine, e che garantisce almeno un vantaggio: quello di capire al volo quando le cose girano al peggio e, quindi, agire di conseguenza. Non solo l’ordine può essere deleterio (come accade nelle dittature, dall’ex Unione sovietica alla Cina pre-boom economico), ma un po’ di caos è il corollario di un’azione efficace: anche la fisica insegna che ogni azione aumenta l’entropia dell’universo, cioè il disordine. Solo chi sta fermo lascia intatto il mondo circostante.

Lavoro e successo

Gli effetti miracolosi della confusione sono ancora più evidenti sul lavoro: lo spiega anche un libro, La forza del disordine, firmato da un insegnante di management alla Columbia e da un giornalista americano e appena pubblicato in Italia da Rizzoli. Le scrivanie sommerse di scartoffie e soprammobili non sono sempre da pulire: il tempo impiegato per recuperare un documento archiviato è in media il 36% maggiore di quello per ritrovare un foglio in una pila indistinta. Senza contare la possibilità di notare un numero di telefono perso, un’idea annotata e poi dimenticata, un documento importante che, altrimenti, sarebbe finito nella spazzatura. Robert Fogel si è guadagnato un Nobel per l’economia e non si è scomposto per il caos sul suo tavolo: ne ha semplicemente comprato uno nuovo, che è già strapieno.

La casualità è anche il segreto del successo di un negoziante come Harvey Katz. Cinquant’anni fa, tornato dalla guerra di Corea, ha aperto un ferramenta nei sobborghi di Boston. Negli scaffali lunghi e stretti si trova ogni genere di articolo: in un metro quadro sono stipate merci per un valore di oltre mille dollari, più del triplo rispetto agli altri ferramenta. Oggi l’Harvey’s Hardware attira clienti da centinaia di chilometri e fattura 2,5 milioni di dollari l’anno, il triplo di un ferramenta comune. Tutto è successo per caso: il disordine non è il vezzo dello snob. Altrimenti non funziona.

What a concert!

26 marzo 2007

Well my friends, sometimes it is really worth waiting ten years for something, when the reward is such a pleasurable one. And listening to Loreena McKennit’s concert has been a pleasure beyond account! Even now, just thinking about it sends shivers down my back. It lasted 2+ hours, but I would have gladly stayed there the whole night. There are no words to describe the intimate relationship she is able to create while unfolding her musical pictures one after another, like turning the pages of a book of secrets, only briefly interrupted by her shy remarks, delivered with the spell like voice God granted her.
The careful choice of old classics and new songs really was a journey back and forth through all of Loreena’s albums, just as she wished us presenting the concert itself.
All in all, one of the best live performances I’ve ever had the chance to see, one for which I am very grateful.

For more information about Loreena McKennit and her music, please visit the official website www.quinlanroad.com.

Dico o non dico?

20 marzo 2007

Alla fine se ne sono dette tante sui dico, tutto ed il contrario di tutto. Premetto che a me personalmente risolverebbero un sacco di problemi, quindi parlo contro il mio interesse quando dico che non sono d'accordo.
E c'è un particolare che mi convince sempre più che, così formulati, sono una porcata: avete per caso sentito l'opinione di qualche diretto interessato, sui mezzi di informazione? Nemmeno l'ombra!

A pensar male si fa peccato ma…

Giovanni Allevi

20 marzo 2007

Thanks! Thanks to Giovanni for providing the outstanding soundtrack to this very peculiar stage of my life. I only have two out of four CDs (No Concept and Joy), but I can well say it was a LONG time since I felt so thrilled about and intimately linked to someone’s music.

Apart from the technical mastery Allevi shows, most songs are so richly embroidered with details. True musical landscapes where one can wander at will. And I simply love the happy mood! I just can’t wait to listen to his live performance in Firenze next month!

I definitely recommend Allevi. If you are not just into pop, these are CDs well worth having.

Allevi’s website

Tentazione, reloaded.

12 marzo 2007

Ecco, cosa stavo dicendo della tentazione? E di Oscar Wilde? Meglio dimenticare tutto, meglio ammettere che si, lasciarsi andare alla tentazione ti regala quel brivido lungo la schiena. E non solo. Che la mattina dopo ci si sente male… Bene… Malissimo e/o benissimo, e ti toglie il fiato. Che il sole sembra un po’ più caldo, e le ombre maledettamente più fredde. Che mentre un pezzo di cuore si riempie, un altro si svuota e muore.
E adesso?

Adesso, mi sono infilato di testa e volontariamente in un vespaio che non si può spiegare, perdio!

Me la sono cercata, l’ho avuta, e adesso me la devo sfangare. Ecco, un’altra frase fatta…

Attento a ciò che desideri: potresti ottenerlo.

Dovrei tatuarmela sulla fronte.

Temptation

7 marzo 2007

“The only way to get rid of a temptation is to yield to it. Resist it, and your soul grows sick with longing for the things it has forbidden to itself.”
Oscar Wilde

Well now, I’ve seen this most famous quote a thousand times, yet I’ve never really stopped to think about it.
No need to say, I do have at hand a major temptation to yield to, or resist. Fortunately, the choice is mine and mine alone, and of course this simple fact makes the whole reasoning much more straightforward and somehow easier.
Now the problem is that, despite my nature, I cannot by agree with Mr Wilde: resisting temptation does make you sick. It is highly probable that yielding to it will cause some sort of regret, while resisting it will surely cause some sort of regret. Therefore, one should take the risk and see what happens. Pretty easy. Too easy… So boring!

Of course, I’m not not taking morality into account. If I do, it all becomes more complicated, to the point that in the end, the above “highly probable” turns into a “sure”. Not so easy anymore, but much more interesting!

Ah, temptation…

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